Mer. Feb 21st, 2024

Nell’era digitale, in cui le informazioni si diffondono rapidamente e in modo capillare, l’equilibrio tra la libera circolazione delle informazioni e la tutela dell’onorabilità delle persone è diventato un tema sempre più rilevante. Spesso, l’eco mediatico generato dalla divulgazione di notizie riguardanti indagini e procedimenti giudiziari può compromettere irrimediabilmente la reputazione di individui che, alla fine, risultano innocenti o estranei ai fatti. Tuttavia, una nuova legge si propone di tutelare il diritto all’oblio e limitare l’impatto negativo di tali pubblicazioni.

Il Decreto legislativo 10 ottobre 2022, n.150, attuativo della legge 27 settembre 2021, n. 134 (Riforma Cartabia del processo penale), è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 17 ottobre 2022 ed entrato in vigore il  30 dicembre 2022. Questo provvedimento introduce importanti disposizioni sull’oblio degli imputati e delle persone coinvolte in indagini. L’articolo 64 ter del decreto disciplina le nuove regole in materia di diritto all’oblio. Secondo quanto stabilito, una persona nei cui confronti sia stata emessa una sentenza di proscioglimento o di non luogo a procedere, o che sia stato adottato un provvedimento di archiviazione, ha il diritto di richiedere la preclusione dell’indicizzazione o la deindicizzazione dei dati personali riportati nella sentenza o nel provvedimento sulla rete internet. La legge fa riferimento all’articolo 17 del regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, che disciplina la protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali e la libera circolazione di tali dati. Questo significa che le richieste di preclusione o deindicizzazione saranno valutate nel rispetto delle norme europee sulla privacy.

La finalità principale del diritto all’oblio è proteggere l’immagine e la reputazione delle persone coinvolte in procedimenti giudiziari che si sono conclusi con un esito favorevole per loro. La legge riconosce che la pubblicazione di tali informazioni può causare danni significativi, sia dal punto di vista personale che professionale. Attraverso il diritto all’oblio, si intende garantire che le persone possano superare il passato e riprendere una vita normale, senza essere costantemente associate a eventi giudiziari che le riguardano. Ciò non significa negare la libertà di informazione, ma piuttosto bilanciare il diritto alla riservatezza e alla dignità delle persone coinvolte.

È importante sottolineare che il diritto all’oblio non è un’automatica cancellazione di ogni traccia online, ma un processo valutato caso per caso. Le richieste di preclusione o deindicizzazione saranno esaminate tenendo conto di vari fattori, come l’interesse pubblico all’accesso alle informazioni e la rilevanza delle notizie per il dibattito pubblico.

In conclusione, il Decreto legislativo 10 ottobre 2022, n.150 rappresenta un importante passo avanti nella protezione dell’onorabilità delle persone coinvolte in procedimenti giudiziari. La nuova legge cerca di garantire un equilibrio tra la libera circolazione delle informazioni e la tutela della privacy e della dignità umana. Il diritto all’oblio diventa così uno strumento per evitare che situazioni spiacevoli del passato continuino a compromettere la vita di individui che, a tutti gli effetti, sono risultati innocenti o estranei ai fatti oggetto delle indagini.

Simone Castronovo

25.11.2023