Mer. Feb 21st, 2024

Iniziamo questa nuova rubrica dedicata alla Storia dell’Europa Orientale con qualche breve accenno all’indipendenza di Lituania ed Ucraina.

Lituania.

16 febbraio 1918: la Taryba (Consiglio) della Lituania proclama l’indipendenza; il 16 vasario=febbraio è infatti tuttora festa nazionale nel paese baltico. All’epoca la Lituania era sotto occupazione tedesca; la Russia, ormai sovietica, cedette la sovranità sulla Lituania e su altri territori il 3/3/1918 a Brest-Litovsk. La Lituania fu Granducato sino al 1795 (dal 1/7/1569 in unione alla Polonia nella cosiddetta “Repubblica delle due Nazioni” o Rzeczpospolita, in polacco) fu sotto dominio russo dal 1795 fino al 1915 (allorché fu occupata dalle armate tedesche).

Dopo alterne e confuse vicende nel 1918-1920, i confini della Lituania pre-bellica si stabilizzarono comprendendo:

  1. Ex-gubernija russa di Kaunas (creata nel 1843, separandola da Vilnius) in integro (tranne una piccolissima parte ad est).
  2. Parte della gubernija russa di Vilnius (il resto, inclusa Vilnius stessa, era in mano ai polacchi che il 9/10/1920 la presero di sorpresa con il famoso colpo di mano di Żeligowski e il segreto appoggio di Piłsudski, donde una ricorrente tensione polacco-lituana interbellica durata sino all’ultimatum polacco del marzo 1938 ma in realtà sino alla finis Poloniae del settembre 1939.
  3. Parte settentrionale della gubernija polacca (sotto sovranità russa) di Suvalkai (Suwałki), città che però restò, e resta, polacca.
  4. Il territorio di Klaipėda (in tedesco Memel), che ha tutta un’altra storia e fu prussiano/tedesco sino al gennaio 1920 (entrata in vigore del trattato di Versailles) finito poi in una situazione ambigua – “territorio libero” – sinché la Lituania se ne impadronì nel 1925, ma il 22/3/1939 dovette restituirlo al Reich.

Capitale della Lituania prebellica era Kaunas. Nell’ottobre 1939 l’URSS diede alla Lituania Vilnius e parte del suo territorio (il resto annesso alla BSSR). Nel novembre 1940 l’URSS diede alla LTRS (R.S.S di Lituania, sovietizzata e parte dell’URSS dal 6/8/1940) alcuni territori che nel settembre del 1939 aveva assegnato alla Bielorussia (tipo Švenčionys, in bielorusso Svianciany). Nel gennaio 1945, alla riconquista, il Cremlino restitui’ Memel alla LTRS (Lituania sovietica). La Lituania, tornata indipendente l’11/3/1990 (de facto solo intorno al 20/8/1991), allorché il neo-eletto Consiglio Supremo (ex-Soviet Supremo) retto da Vytautas Landsbergis fece la storica dichiarazione, si presentava con le stesse frontiere della LTRS del 1945, più larghe quindi delle frontiere 1922-1939. Ciò distingue la Lituania da Lettonia ed Estonia che hanno invece frontiere minori, rispetto al periodo prebellico (il Petseri estone è infatti incluso nella Russia dal 1945 e così l’Abrene lettone).

Ucraina.

Pochi giorni prima, il 9 febbraio 1918, si concluse il Primissimo Trattato di Pace della cosiddetta Grande Guerra, che fu anche il Primo Trattato di Brest-Litovsk, surclassato nel ricordo da quello poco successivo, e ben più importante, stipulato con i bolscevichi (3/3/1918). Si trattò della pace conclusa fra la Quadruplice Alleanza (Impero tedesco; Austria-Ungheria; Regno di Bulgaria; Impero ottomano) e la Repubblica popolare ucraina (Ukraïns’ka Narodna Respublika), auto-proclamata il 20/11/1917 n.s come parte di una Repubblica federale russa (III Universale) e dichiaratasi indipendente il 22/1/1918 n.s (IV Universale, reso noto solo il 24 gennaio).

Con questa pace la Quadruplice riconobbe de iure l’indipendenza dell’Ucraina (e il 3/3/1918, all’altra e più famosa Brest, obbligherà la Russia bolscevica a riconoscerla egualmente) promettendo all’Ucraina il governatorato di Kholm (oggi Chełm, in Polonia), creato nel 1912 a partire dai governatorati polacchi di Siedlce (abolito) e Lublin, parti del “Regno del Congresso”, creato nel 1815 a Vienna (donde il soprannome), sotto sovranità dell’Imperatore russo ma non appartenente alla Russia, come dimostra ad abundantiam l’uso ufficiale del nostro calendario e un codice di tipo napoleonico.

Le furibonde proteste polacche impedirono l’implementazione della clausola, così come non poté essere implementata la clausola segreta con cui Vienna si impegnava a creare un Kronland separato in Galizia orientale e Bucovina del nord, a maggioranza ucraina (contro i polacchi, in Galizia; contro i romeni, in Bucovina).

 

Massimo Vassallo

30.03.2022

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