Ven. Giu 14th, 2024

“Gli algoritmi sono ovunque. Già adesso dominano il mercato azionario, compongono musica, guidano autoveicoli, redigono articoli e scrivono lunghe dimostrazioni matematiche, e le loro potenzialità creative stanno appena cominciando a prendere forma.” (Ed Finn. Che cosa vogliono gli algoritmi – L’immaginazione nell’era dei computer, Giulio Einaudi Editore, 2018)

Il termine Algoritmo non è un sostantivo che è comparso di recente nel lessico dei cittadini. Già chi negli anni 80/90 si approcciava a studi scolastici di tipo tecnico o scientifico veniva a contatto con questo vocabolo studiando i primi rudimenti teorici di informatica. Ma trent’anni fa nessuno si sarebbe immaginato che la tangibilità e l’importanza sulle nostre vite di questo strano e incomprensibile Moloch sarebbe stata così invasiva. Ecco perchè ci è sembrato doveroso approcciare alla lettura di questo lungimirante testo di Ed Finn.

L’autore non usa mezzi termini esplicitando in maniera chiara qual è la funzione degli algoritmi nella società moderna; anche se utilizza un lessico molto tecnico, il testo di Finn merita lo sforzo di una lettura non semplice. Attraverso esempi tangibili e ragionamenti induttivi l’autore ci spiega in quale modo i meccanismi ed i ritmi della nostra esistenza sono regolati da questi dispositivi di programmazione. Finn decifra per il lettore qual è oggi la funzione primaria dell’Algoritmo che da strumento funzionale è ormai diventato gestore di funzioni concepite per accompagnare in maniera “armonica” e permeante la vita di miliardi di persone.

Ed ecco che ci appaiono davanti agli occhi alcune presenze sfumate che – senza saperlo – incontriamo ogni giorno. Il Programmatore di algoritmi diventa una figura a metà fra un moderno Archimede ed il vecchio Sciamano di una tribù di nativi. I Committenti – le multinazionali apolidi – diventano gli utilizzatori-controllori che hanno a disposizione miliardi di informazioni ad uopo per le loro attività di lucro. Gli Stati diventano i Gentili Sottomessi e abdicano a molte delle loro funzioni mentre intere categorie di lavoratori spariscono e milioni di cittadini fanno inconsapevolmente parte di un alveare globale.

Le pagine del testo di Finn si muovono tra una ineluttabilità digitale ed una diligente sottomissione che però non sembra lasciare molti lati positivi al futuro dei lettori che si sono approcciati a questo saggio. L’autore non nasconde che l’Intelligenza Artificiale sarà quel fenomeno che a medio termine invaderà le vite di tutti i cittadini del globo, nè tende a sminuire l’impatto che avrà nelle generazioni future. Ma il disincanto con cui tutto viene prospettato rende il risultato finale di questo libro ancora più reale.

“Possiamo scegliere di interpretare la figura dell’algoritmo come un dio da adorare… oppure possiamo scegliere di vedere un nuovo giocatore, collaboratore e interlocutore nei nostri giochi culturali.” 

Una volta giunti alla fine di questo saggio capiente ed esaustivo di Ed Finn, appare chiaro anche al più ingenuo lettore, che l’algoritmo altro non è che uno strumento per regolare la massa, per canalizzarla su scelte e su consumi, per controllarla socialmente ed eventualmente per disinnescarla. Sarà molto difficile difenderci – la maggioranza delle persone non è interessata a capire certe dinamiche ed anzi né è affascinata – ma adesso è importante e doveroso conoscere gli strumenti di coloro che intendono regolare le nostre vite.

 

Riccardo Berti

15.06.2022

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