Sab. Apr 11th, 2026

Foto Sala 2 della stufa valtellinese, fotografia Elena Datrino

 

A Milano sarà possibile visitare la mostra dedicata al pittore futurista trentino Fortunato Depero, allestita presso il Museo Bagatti Valsecchi, fruibile fino al 2 agosto.

La mostra, come riportano i curatori Nicoletta Boschiero e Antonio D’Amico, ha lo scopo di mettere, almeno idealmente, a confronto la casa dei baroni Fausto e Giuseppe Bagatti Valsecchi, situata nel cuore pulsante di Milano, a due passi da via Montenapoleone, e la Casa d’Arte Futurista Depero di Rovereto.

Il filo rosso che lega le due “case” è il concetto dell’antico che vive nel presente. Da una parte troviamo la Casa Bagatti Valsecchi, un edificio ottocentesco arredato nei suoi interni in stile rinascimentale, con opere d’arte, elementi d’arredo ed elementi architettonici d’epoca; dall’altra troviamo la Casa Futurista Depero, un edificio tardo-medievale, già sede del Monte di Pietà cittadino, arredato nei suoi interni con opere realizzate e progettate dal maestro futurista. Le due case vivono così una realtà speculare: da una parte l’antico ospitato nel moderno, dall’altra il moderno ospitato nell’antico.

Depero è stato un artista la cui produzione non si è limitata al Futurismo, ma ha saputo evolversi fino a influenzare le arti figurative e il design dagli anni Trenta fino alla sua morte, avvenuta nel 1960.

Per comprendere quanto Depero abbia influenzato il design nazionale, e non solo, basti pensare alla lunga collaborazione con Campari, iniziata nel 1926, quando Davide Campari lo incaricò di creare una serie di campagne pubblicitarie che conferissero al celebre marchio milanese un’immagine moderna e d’avanguardia. Questa collaborazione portò anche alla creazione della celebre bottiglia del Campari Soda, tuttora in uso.

La mostra di Milano è un’occasione per ammirare alcune opere del pittore, che spaziano dalla produzione prettamente pittorica degli anni Trenta fino a quella degli anni Cinquanta, il tutto inserito negli arredi della casa-museo Bagatti Valsecchi.

Simone Castronovo